Mense, dalle scuole alle aziende la ristorazione collettiva è in crisi (Sky Tg24, 24 ottobre 2020)

Sky tg 24
I dati che emergono dall’indagine Oricon – Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione – registrano un anno molto preoccupante per i lavoratori del settore. Il presidente Oricon Carlo Scarsciotti: “Senza sostegno e pianificazione la ristorazione collettiva sparirà entro il 2022”. Pesano soprattutto lo smart working e i nuovi comportamenti emersi durante l’emergenza sanitaria legata al coronavirus
La ristorazione collettiva è uno dei settori produttivi più colpiti dall’emergenza Covid-19 e dalle chiusure. Lo dicono i dati dell’indagine Oricon – Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione: dalle aziende alle scuole il comparto delle mense è in crisi
Nel 2020 si è registrato un calo complessivo dei ricavi e del volume di vendite di circa un terzo, equivalente a 1,4 miliardi di euro e 292 milioni di pasti in meno rispetto al 2019
Nei soli primi otto mesi dell’anno le aziende della ristorazione collettiva hanno già registrato un crollo del fatturato di oltre il 37%, vale a dire 1 miliardo di euro e 210 milioni di pasti in menorispetto allo stesso periodo del 2019
Il comparto più duramente colpito è quello scolastico: la perdita dei ricavi nel periodo gennaio-agosto 2020 supera il 60%
Il settore scuole prevede di chiudere l’anno con un negativo del 51%, vale a dire 700 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente
Ma il colpo è durissimo anche per il settore aziendale, che potrebbe perdere definitivamente alcuni comparti
Sono infatti circa 4 milioni i lavoratori che operano in smart working, e secondo una survey di Aidp Associazione dei direttori del personale, oltre il 68% del campione intervistato prolungherà lo smart working anche dopo la fine dello stato di emergenza
In previsione della chiusura dell’anno si calcola una perdita del 40%, ovvero 500 milioni di euro in meno
Di fronte a questi dati l’Osservatorio ha espresso preoccupazione. Il presidente Oricon Carlo Scarsciotti ha dichiarato: “Senza sostegno e pianificazione la ristorazione collettiva sparirà entro il 2022”
Anche nell’ambito socio-sanitario c’è molta incertezza a causa della lenta riorganizzazione dei servizi
In questo settore a rischio scomparsa, operano oltre mille aziende in Italia, per un totale di 96mila addetti, di cui l’82% donne e nella quasi totalità assunti a tempo indeterminato
Per queste aziende si è anche verificato un costo accessorio sulla produzione che tra doppi turni, l’adozione di nuove modalità di somministrazione e l’impiego di dispositivi di protezione individuale e gel igienizzanti, ha inciso per un valore di 80 centesimi di euro a pasto in più
Dall’indagine emerge che i segnali di ripresa, attesi dopo la fine del lockdown, si sono rivelati deboli e insufficienti
Nel bimestre maggio-giugno, nonostante la parziale riapertura di molte attività, i ricavi delle vendite sono stati meno della metà di quanto incassato nell’analogo periodo del 2019, dopo il drammatico tracollo di marzo-giugno in cui il settore aveva segnato un -66%
“Auspichiamo che i mesi che ci separano dalla chiusura d’anno portino a una lieve ripresa – ha detto Scarsciotti –. Ma temiamo che l’evolvere della seconda ondata pandemica metta il settore in ginocchio più di quanto lo sia già ora. Sono urgenti un dialogo chiaro e un sostegno concreto da parte del governo e delle istituzioni. Il tempo passa, le risposte non arrivano e noi rischiamo di scomparire“