L’impatto del Decreto Competitività sulla ristorazione collettiva. Comunicato Angem

Con il Decreto IRPEF il Governo autorizza le Amministrazioni a ridurre gli importi dei contratti in essere aventi ad oggetto l’acquisto o la fornitura di beni e di servizi nella misura del 5%. A soffrirne saranno in particolar modo i bambini e i degenti, ovvero le fasce più deboli del nostro Paese”.

Un taglio lineare del 5%, infatti, comporterebbe una serie di ripercussioni sulla qualità della nutrizione e della sicurezza alimentare delle derrate (il cui costo rappresenta circa il 35% del costo complessivo del pasto) e sul numero del personale impiegato dalle aziende della ristorazione collettiva (il cui costo impatta per oltre il 50% sul costo complessivo del pasto).

Il Decreto prevede la facoltà delle parti di rinegoziare il contenuto del contratto e la possibilità per il prestatore di beni e servizi di recedere dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della riduzione.

E’ fondamentale prevedere una sorta di eccezione alimentare rispetto ai possibili tagli dei contratti in essere per la fornitura di beni e servizi alle amministrazioni pubbliche. O, quanto meno, prevedere l’obbligatorietà della rinegoziazione delle condizioni contrattuali (e non la semplice facoltà) che potrebbe portare a riduzioni anche superiori al 5%.

Il Decreto riguarda un tema e una fascia della popolazione particolarmente toccata dalla crisi. L’Angem esprimere il nostro plauso alla Senatrice Leana Pignedoli, prima firmataria di un emendamento presentato in Commissione Bilancio e auspichiamo che le varie forze politiche possano convergere sulle proposte emendative presentate a tutela dei cittadini. Siamo pronti a collaborare con Governo e Parlamento per trovare sistemi di revisione della spesa senza intaccare sicurezza alimentare, occupazione e qualità alimentare.